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Acerenza

- La Cattedrale
- L'ingresso
- Il transetto
- Le tre cappelle radiali
- L'abside
- Interventi realizzati


AcerenzaAcerenza, teatro di vicende storiche

Acerenza è una delle cittadine più caratteristiche dell'Alto Bradano, arroccata con fierezza ad oltre 800 metri sul livello del mare. Questa posizione strategica è stata, per secoli, croce e delizia di questo paese, conteso da Longobardi e Bizantini, conquistato dai Normanni, posseduto dagli Svevi, dagli Angioini e infine dagli Aragonesi.






 

La Cattedrale di Acerenza

La Cattedrale, testimonianza del Romanico in Basilicata

Sull'alto di una rupe tufacea si profila la sagoma della Cattedrale, simbolo della cittadina. Edificata con arenaria locale, si presenta con pianta a croce latina, con una crociera di trentanove metri fissa a dieci potenti pilastri, tre navate con transetto, triburio ottagonale, due absidiole, coro con deambulatorio e cappelle radiali attorno all'abside centrale. La facciata si distingue per il suo grande rosone e per il portale, con una cornice interamente scolpita e un archetto tronco. Il portale è formato da due colonnine complete di capitello che poggiano su figure umane e animali mostruosi avvinghiati fra loro. 

 

 

L'ingresso della Cattedrale

Entrando nella Cattedrale

Una volta superato il portone d'ingresso si rimane stupiti dalla "grandiosa semplicità" della Cattedrale. Ai lati delle porte, due acquasantiere marmoree sono sovrastate da lapidi che ricordano i restauri effettuati. A destra, sulla parete di fondo della navata, due porte a cui si accede da alcuni gradini esterni. La prima immette nel vano del campanile, la seconda, più piccola, immette alla scala che conduce al campanile e alla cantoria. Il campanone centrale, dedicato a San Canio, fu fuso ad Acerenza da Girolamo Olita; la campana è del 1854, ordinata e finanziata da Monsignor Di Macco. Benedetta nel 1855 dal suo successore Monsignor Gaetano Rossini, fu elevata nella cella campanaria nel 1856. 

 

Il transetto

Un polittico maestoso

Percorrendo la navata laterale destra si raggiunge il transetto alla cui estremità vi è un maestoso polittico, formato da un grande quadro centrale rappresentante la Madonna del Rosario, circondato da quindici tavole con i Misteri e sormontato da un timpano con la classica iconografia della SS. Trinità. Il dipinto, olio su tavola, datato 1583, è opera di Antonio Stabile. La Madonna, in Trono con il Bambino in braccio, dona la corona del Rosario a San Domenico. Il polittico ha una sontuosa cornice barocca formata da due colonne tortili in legno decorato, che sorreggono il timpano e poggiano su due basi sempre in legno, su cui sono dipinti lo stemma di Acerenza e quello dell'Arcivescovo.
Nella parte opposta del transetto si trova l'altare del Santissimo Sacramento celebrato con un'edicola, opera del Maestro Pietro di Muro Lucano e datata 1570. L'opera è un piccolo trattato catechistico sulla Eucarestia e sulla Santa Messa. Nel mezzo dell'edicola troviamo un'insolita immagine della "Deposizione" associata ad una rappresentazione dell'ultima cena, opera di Antonio Stabile.

 

Le tre cappelle radiali

Le tre cappelle radiali

Nel Deambulatorio troviamo tre cappelle radiali; la prima che incontriamo partendo dall'altare del Sacramento è quella dedicata a San Canio, nella cui nicchia vi è la statua lignea del Santo, rappresentato seduto su di un trono episcopale, rivestito dei paramenti pontificali. La seconda cappella è dedicata a San Mariano, Martire Acheruntino, e conserva ben due immagini del Santo; nella parte sottostante è collocato un piccolo tabernacolo dove sono adagiate le sue reliquie. La terza cappella, costruita nel 1754 da Monsignor Antonio Ludovico Antinori, è dedicata a San Michele; presenta un'elegante balaustra dallo stile rinascimentale, con un cancelletto in ferro battuto.

 

L'abside

L'abside e i suoi colori, simboli, affreschi

Ai piedi della scalinata che porta al presbiterio si può ammirare la bellissima abside, orientata ad est secondo la simbologia medievale: l'altare maggiore è Cristo, "Sole che sorge dall'oriente". Il catino, verso il tramonto, grazie alla luce che filtra dal rosone, si colora di un caratteristico rosa-pallido. Sotto l'altare maggiore si trova la cripta con le spoglie di S. Canio: presenta quattro pilastrini in marmo che sorreggono la volta, con capitelli in stile corinzio. Le volte ribassate sono affrescate con gli evangelisti, i dottori della Chiesa e gli apostoli. Sulle pareti laterali vi sono quattro affreschi di Giovanni Todisco: San Girolamo che traduce la Sacra Scrittura,il martirio di S. Andrea, l'Adorazione dei Magi e La Donna dell'Apocalisse con ai piedi un enorme drago.

Interventi realizzati

  • Realizzazione pianta della Cattedrale posizionata all'ingresso
  • Segnalazione dei gradini a scendere della fonte battesimale e in prossimità dell'abside
  • Riproduzione tattile della facciata della Cattedrale
  • Mappe a rilievo portatile
  • Guida cartacea a caratteri ingranditi e in Braille