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Oppido

- Il convento di Sant'Antonio
- Gli affreschi
- La grotta di Sant'Antuono
- Interventi realizzati

 



OppidoOppido, paese dal cuore antico

Oppido ha origini antichissime, come risulta dai vari scavi archeologici, effettuati sul Montrone, nelle cui vicinanze fu trovata la famosissima Tavola Bantina, il più importante reperto mai rinvenuto riguardo la lingua degli Osci, abitanti della Lucania e della Campania. Altri siti archeologici di particolare interesse sono quelli di S. Gilio e della Masseria Ciccotti, i cui reperti suffragano l'ipotesi di una centralità del luogo nell'asse viario Lucania – Puglia.







 

Il convento di Sant'Antonio

La dimora dei Riformati

Vi si trovano notevoli monumenti di elevato valore, tra i quali il più importante è sicuramente il convento di Sant'Antonio. Fondato nel 1482 dai signori di Oppido Lucano, Francesco e Caterina Zurlo, nel 1593 diviene dimora dei Riformati, in seguito all'istituzione della Provincia della Riforma in Basilicata. Viene ampliato nel corso del '600 e nel 1851 ospita un Noviziato sotto il titolo di Sacro Ritiro di Oppido. Dotato di due chiostri, refettorio, cucina con dispensa, giardino e celle per i frati, comprende anche la chiesa, la cui edificazione risalirebbe allo stesso anno di fondazione del convento. Essa consta di due navate: la minore fu aggiunta dai Padri Riformati nel XVII secolo. La navata principale è separata dal presbiterio quadrato, coperto da una volta a crociera, mediante un grande arco trionfale a tutto sesto. La facciata a spioventi della chiesa, inglobata nell'edificio conventuale e delimitata da due piatte lesene, si presenta con un coronamento di archetti pensili in cima, una monofora tonda, due finestre ed un arcone cieco che si ripete uguale all'ingresso del convento.


 

Gli affreschi

Gli affreschi di Todisco, il realismo delle Sacre Scritture

All'interno di tre grandi sale contigue addossate all'ala nord del chiostro del convento si dispongono episodi vetero e neotestamentari, oltre ai ritratti di tre personaggi biblici raffigurati nello sguancio delle finestre. Gli episodi tratti dal Vecchio Testamento sono tre ed occupano le lunette che danno sul chiostro; le scene del Nuovo Testamento, invece, sono sei e si collocano, due a due, nelle lunette poste sulla parete esterna delle tre stanze, tra le finestre. Ogni stanza contiene tre affreschi: un episodio veterotestamentario e due episodi neotestamentari.



Gli affreschi - dettaglioIl primo episodio, contenuto nella lunetta della prima stanza sulla parete interna, raffigura Nabucodonosor e i tre fanciulli nella fornace. La lunetta di fronte contiene, a sinistra, l'episodio della Guarigione dello storpio, in cui l'infermo è preceduto da una donna che chiede a Gesù di operare il miracolo; a destra, la scena della Resurrezione di Lazzaro, in cui il protagonista è ritratto mentre sta per uscire dal sepolcro, mentre Marta, sorella di Lazzaro, si prostra innanzi a Gesù. Nella seconda stanza trovano posto le scene con Giuditta e Oloferne, Cristo e la Samaritana e Cristo e l'adultera. Le altre due scene, rappresentate sulla lunetta divise da una monofora, illustrano l'incontro tra Gesù e la Samaritana presso il pozzo di Giacobbe e quello con la peccatrice presentata dai Farisei.

Gli affreschi - dettaglio 2Nella terza stanza, la lunetta che dà sul chiostro accoglie l'episodio biblico della caduta della manna nel deserto ove una moltitudine di uomini e donne, in abiti rinascimentali, sullo sfondo di tende da accampamento, si affanna a raccogliere l'insperato cibo con cesti, ciotole, catini e anfore. L'altra lunetta presente nella stessa sala descrive altri due miracoli compiuti da Gesù, la Guarigione del cieco e la Guarigione del paralitico.

Negli affreschi di Oppido lo stile di Giovanni Todisco, schietto nella sua immediata adesione alla realtà, si arricchisce, come mostrano gli episodi ora descritti, dell'eleganza cortigianesca propria della sua epoca, il Rinascimento. Così i personaggi illustrati, realistici interpreti del dramma sacro, recitano sullo sfondo di elaborate architetture rinascimentali.

 

 

La grotta di Sant'Antuono

Bellissimi dipinti nella roccia

La grotta di Sant'Antuono sorge all'interno di un'area di altre 19 grotte scavate nel tufo. È parte integrante dell'omonima chiesetta rupestre collocata sulle vie della transumanza dell'età angioina. La grotta si presenta con un tetto di tegole ad un unico spiovente, di recente costruzione, poggiante sulla primitiva struttura in pietra viva, e con una facciata entro cui si apre un portale rettangolare, sormontato da una finestrella rotonda. La parete sinistra della chiesa s'innalza a ridosso di una collina di tufo entro la quale si apre una grotta, contenente affreschi, alla quale si accede dall'interno della chiesa, mediante due arcate.

Nella grotta si svelano due cicli di affreschi che adornano la cripta e rappresentano la narrazione dell'intero corso storico della vita di Gesù e della Madonna: l'uno, dedicato alla Passione, si dispone sulle pareti dell'ampia navata, l'altro dedicato alla Sacra Infanzia, occupa le pareti del cunicolo laterale di sinistra.

 

Interventi realizzati

Convento di Sant Antonio:
  • Pianta del convento, posizionata all'ingresso
  • Mappe a rilievo portatile
  • Guida audio su CD
  • Guida cartacea a caratteri ingranditi e in Braille
  • Libretto per gli accompagnatori con mappa e legenda